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born in MaMaStudiOs

1 febbraio 2016

Il senso di Antonio Ficai per il mare

#combogram n2

#combogram_AntonioFicai_enricamannari

Ed eccoci al secondo appuntamento di #combogram: la rubrica mensile dedicata al mondo degli instagramers e della digital photography con l’inevitabile incursione a gamba tesa della sottoscritta che, una volta identificata la preda digitale e intervistata, gli prende una foto e ci disegna sopra. 😉

Lo scorso mese c’è stata la sognante e dolcissima KidVikk con i suoi cieli surreali e le sue atmosfere magiche, questo mese invece abbiamo il Frank Underwood di Instagram ovvero Antonio Ficai, per gli amici Phicay e per gli internauti del web c4Antonio.

Antonio si definisce “digital designer” ed in effetti visto che stiamo parlando di uno che disegna paesaggi progettuali digitali utilizzando la tecnologia come pennello e i social network come palette colori, non potrebbe essersi dato una definizione migliore.

Antonio l’ho conosciuto perché abita vicino a me. Sulla costa. L’ho conosciuto mentre bevevamo un bicchiere di bianco secco in una sera d’estate a Castiglioncello. Il tutto rigorosamente #vistamare come piace a entrambi.

Solo dopo ho capito quale fosse il suo lavoro e quanto fosse bravo a farlo.

Se non fosse stato per lui,  avrei continuato ad usare Instagram come “archivio immagini personali” o come “album” di selfie ad cazzum, invece piano piano, tra colazioni allo iodio, cene improvvisate e tante tante tantissime risate, mi ha insegnato a vedere altre strade più creative che portavano a orizzonti inimmaginati. Ed ha avuto ragione. 

Antonio nasce nel 1972.

Vive sulla costa Toscana con trasferte frequenti in giro per l’italia e l’europa.

E’ un nomade digitale a tutti gli effetti.

Nel 2013 ha fondato assieme ad altri amici e colleghi l’Associazione Instagramersitalia (www.instagramersitalia.it) e attualmente ne svolge all’interno il ruolo di Tesoriere nazionale e membro del Consiglio Direttivo. E’ anche Community manager Igers Toscana.

Padre fiero, affettuoso e superstar (almeno cos^ lo vede suo figlio) di Ale, chiamato anche “Il Presidente” che ovviamente ha un profilo Instagram supervisionatissimo dal suddetto padre superstar. Perché Ale frequenta la quinta elementare.

La sua passione per la tecnologia, i computer e l’informatica è da attribuirsi alla visione in giovanissima età di film come Guerre Stellari, Tron e War Games. Sì, gli anni 80 hanno colpito ancora.

Da qui a diventare quello che è adesso il passo è stato breve e assolutamente fedele alla linea.

Ho fatto ad Antonio le domande rituali di questa rubrichetta bizzarra. Ecco le sue risposte.

I tuoi 3 profili Instagram del cuore.

– muenchmax con lui ho fatto un tour di tre giorni in Abruzzo. Simpaticissimo oltre che bravissimo.

azzulette perchè il suo progetto dedicato all’azzurro mi piace da morire e glielo invidio proprio.

insearchofperfect perchè è in viaggio constante in giro per il mondo nei luoghi che io per primo vorrei visitare e poi il suo stile fotografico coincide spesso con il mio. 😉

Hai un amuleto reale o ideale che ti accompagna nella tua vita?

Non ho amuleti veri e propri ma se dovessi dirti qual è la cosa di cui veramente non posso fare   ameno e di cui ho bisogno nella vita ti direi il mare. E’ l’elemento primario di questa mia vita divisa tra reale e digitale. Lui mi rimette a posto. Sempre.

Il rituale che metti in atto ogni volta che crei?

Piu che creare io progetto e realizzo. Il termine “designer” l’ho sempre inteso nella sua essenza del significato anglosassone ovvero “progettista” . Per ogni progetto che avvio c’è innanzitutto sempre un’ottima cena accompagnata da un buon vino. Una cena propiziatoria è quello che mi ci vuole prima di iniziare a lavorare. A pancia piena le cose si fanno meglio, no?!

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Portatrice di verità e bugie. Si veste a festa con un rossetto. Contiene suoni e parole. Grida e sussurra. Canta. A volte resta aperta per lo stupore. Altre volte è serrata. Assapora golosa. Mai arida di baci. Difficilmente tace. Almeno la mia.

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