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born in MaMaStudiOs

5 febbraio 2016

Justine: storia di una funky mamas diventata strafi

#bramedispecchio

funkymamas

#bramedispecchio è la rubrica che dedico a tutte le persone che ispirano il mio percorso su questo pianeta. Che fanno da specchio alle mie aspettative, ai miei sogni, a quello che vorrei esistesse di più, a tutta la bellezza e la luce che gira silenziosa e potente. Persone che credo siano da prendere ad esempio per la piccola rivoluzione che stanno portando avanti. Di qualsiasi natura sia. W la vita. W le rivoluzioni personali.

Justine (si pronuncia con l’accento sulla i). Ju per gli amici e per il popolo del web. Funky mamas per vocazione. E per attitudine. Ci siamo conosciute fuori dal web qualche mese fa. Eravamo entrambe dall’Estetista Cinica, Tutt’e due con una pelle da illuminare. Io anche con una ceretta da fare.

Qualche settimana dopo è stata la volta del parrucchiere. Una mattina tra phon, chiacchiere e cambi di look radicali. (lei frangia e caschetto. Io grigio). Estetista e parrucchiere. Entrambe sulla strada del volersi bene e del prendersi del tempo per se. Poi c’è stato un pranzetto cruelty free sui navigli, una pochette “zzi miei” propiziatoria arrivata a casa mia a Dicembre e la promessa di rivederci presto.

Signore e signori, ecco a voi Justine Romano, padrona di casa del blog Le Funky Mamas, #strafi e signora assoluta del #buonfarcela.

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Ciao Ju. Vorrei sapere chi sei. Da che pianeta vieni. Cosa sogni. Di cosa hai paura e di che segno sei.

Sono un Toro e sono felice di arrivare dal pianeta Terra. Qui ci sono gli alberi, radici piantate nel terreno e braccia protese verso il cielo, nulla mi mette in pace col mondo come guardare queste magnifiche piante. Con noi vive una cagnetta di nome Gaia, il suo nome non le è stato dato per caso…E poi il nostro è un pianeta influenzato dalla Luna, nonostante tutto, è un pianeta femminile. Paure? Non ho voglia di metterle nero su bianco. Non oggi.

Poi vorrei sapere come è iniziato il tuo viaggio verso la tua piccola rivoluzione fatta di pelle e tessuti rigorosamente Made in Italy.

Non sono una stilista, non sono una designer. Sono un ibrido da anni. Cosa significa blogger? Tutto e niente. Diciamo che sono una persona che comunica. Tutto troppo astratto per anni, avevo bisogno di veicolare un messaggio anche attraverso oggetti, avevo delle idee che sono nate nel blog e che aspettavano solo di prendere forma. La mia è una mini collezione di accessori, per ora, che non ambisce a diventare nulla di ciò che non sono. Proprio per questo è un progetto che mi appassiona, è tutto da costruire. Non potrà certo essere trattato come un brand di moda, perchè ovviamente non lo è, cos’è? La costruzione di questo concetto mi appasiona. Uniche regole, affidarsi a persone che il loro mestiere lo sanno fare bene, che sanno cosa significa qualità, che me lo sappiano spiegare senza compromettere il messaggio e l’idea. Assolutamente fatto in Italia.

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Vorrei anche sapere come si fa a essere così belle, espressive e produttive con due figli piccoli.

I figli non sono solo miei, fanno parte di una famiglia che è attivamente coinvolta nella loro cura e educazione. Non esiste un genitore predominante a casa nostra. Probabilmente è anche uno degli aspetti positivi del nuovo mercato del lavoro. Si parla spesso del negativo dell’essere freelance, nel nostro caso mi rendo conto che soprattutto per un uomo, non avere orari prestabiliti da ufficio significa anche godere della sua nuova condizione di padre. Poi ho mia madre vicina e per me è importantissimo. Le mamas moderne sono sole, se pensi a come era organizzata la famiglia anni fa, raccolta attorno a un cortile…Non esiste più quel senso di comunità. Io sotto questo punto di vista mi sento fortunata. Siamo una comunità di zii, zie, nonni, cugini, incasinata come tutti ma vicina e presente. E’ tanto. Quella cosa che tu chiami espressività è forse quella cosa che mia mamma traduce nel mio essere pagliaccio? Grazie per il bella, ho deciso che d’ora in poi non farò mai più quella che non affronta questo tipo di complimenti. Sì, sono bella, qualsiasi cosa voglia dire, perchè sto imparando a piacermi e accettarmi sempre più. Come si fa? Ci si guarda allo specchio e si decide che lo si è. Credo.

Vorrei sapere se hai dei rituali speciali che ti accompagnano nella vita. Se hai dei totem tutti tuoi. E se hai santi in paradiso.

Santi in paradiso zero, ma personaggi spassosissimi, almeno quelli di cui conosco la storia. Sono piena di rituali, piena. Legata alle tradizioni del passato, alle cose che faceva nonna, mi piace credere nella ripetizione di usi e costumi. Siamo una famiglia di emigrati all’estero, questo include che abbiamo assorbito tantissime abitudini altrui… Mi sono sempre inventata modi per sentirmi meglio, piccoli rituali, ad esempio: se ho avuto una giornata no, mentre mi faccio la doccia chiudo gli occhi e visualizzo tutto il negativo che mi si stacca da dosso e va finire nello scarico. Me lo immagino che va a finire nel terreno e si trasforma poi in qualcosa di buono. Un po’ come funziona col letame. Ok, questa cosa non l’avevo mai detta a nessuno e rileggendola sembra assurda. Forse lo è, ma a me fa star meglio.

Mi piacerebbe conoscere cosa pensi della rete. Della condivisione. Delle blogger. Delle crafter.

A me la rete ha dato tutto. Intimamente mi ha regalato sicurezza, nuove amicizie, spunti, è stato un motivo di crescita. Mi ha anche dato una professione e questo solo grazie alla condivisione, perché la rete funziona solo così. Credo che se alcune cose si stanno perdendo è perché ci siamo dimenticate di come siamo nate online, parlo delle blogger. Però c’è ancora molto da fare, sento connessioni fortissime. Tira aria di cambiamenti, la rete è veloce, questo è molto stimolante!

Chi non ha mai perso la bussola è Camilla di Zelda was a writer, non la cito perchè amica intima, ma perchè tutto quello che fa è mosso da una passione rara. Succede così che riesca sempre a fare grandi cose, prima di pensare al seo, prima di pensare alla strategia digitale: coinvolge in maniera unica. Questo mi fa pensare sempre molto. Se stessimo perdendo interesse perché troppo interessati?

I cafters sono indispensabili da seguire online, è un movimento 2.0 che ha ripreso il passato, mescolato con il presente e che sperimenta il futuro. A livello professionale, se si lavora sul web, c’è molto da imparare. E’ interessante studiare e osservare il loro modo di usare la rete. Potrei dire molte altre cose, ma sarò breve: Gaia Segattini aka Vendetta Uncinetta è la persona da leggere, che siate appassionate di craft o meno.

E poi vorrei sapere dove hai comprato quella giacca magnifica piena di pelo e fiori ricamati e quegli occhiali neri da vista che ho visto sul tuo profilo instagram che sono terribilmente sexy.

Il montone fu comprato da mia mamma in Iran per mia nonna. Ai tempi faceva l’hostess, ha mille cose da raccontare del suo passato e mi ha trasmesso la curiosità per tutto quello che non conosco. Ho capito il successo della Kondo, però ecco, non tutto quello che non ha un posto va dato via. Sto svuotando casa e armadi, ma tengo tutto quello che ha una storia.

Non parliamo di occhiali, sono fisata, ne vorrei 365 paia. Di questi vado fiera perché sono neri opachi…

mentre scrivo ne porto un altro paio, non ho idea di dove abbia lasciato gli altri, sono super disordinata, ma appena li trovo ti mando un messaggio su whatzapp e ti dico la marca! 😉

Vai al suo profilo Instagram

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www.lefunkymamas.com

 

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