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born in MaMaStudiOs

1 marzo 2016

Rita: quella che fa, disfa e celebra l’unicità degli altri

#bramedispecchio

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#bramedispecchio è la rubrica che dedico a tutte le persone che ispirano il mio percorso su questo pianeta. Che fanno da specchio alle mie aspettative, ai miei sogni, a quello che vorrei esistesse di più, a tutta la bellezza e la luce che gira silenziosa e potente. Persone che credo siano da prendere ad esempio per la piccola rivoluzione che stanno portando avanti. Di qualsiasi natura sia. W la vita. W le rivoluzioni personali.

Era Settembre, la mia prima volta a Manualmente, la rassegna della manualità creativa a Torino. Ero andata lì principalmente per assistere a Creativi in Rete, una due giorni di eventi dedicati a tutti i creativi che desiderano migliorare la propria presenza online e fare network.  A parlare e a intervenire a questo evento c’erano molte delle creative che seguivo su Instagram da tempo ed ero molto curiosa di incontrarle dal vivo. E così ho incontrato Rita di Faccio e Disfo. Ed è stato subito amore. Non lo scrivo tanto per scrivere. E’ stato davvero amore. Di quelli che sembra che ti conosci da quando sei bambina. Di quelli che ti fanno subito parlare di te senza limiti di fiducia. Di quelli lì insomma. Gli amori fatti a fulmine. A colpo di fulmine. 

Potevo quindi esimermi dal tirare in mezzo Rita in questa indagine curiosa tra le mie  persone “preferite” della rete? 

Ciao Rita. Vorrei sapere chi sei. Da che pianeta vieni. Cosa sogni. Di cosa hai paura e di che segno sei.

Ciao Enri, sono Rita,ho 33 anni, un nome da anziana tre figli, un adorato marito e una vita in continua scoperta. Vengo dal pianeta degli umani, sono terrestre fino al midollo perchè ho sempre più consapevolezza dei miei limiti. Sogno di diventare la fiera proprietaria di un Cottage affollato e di godermi tanto tempo libero; convivo con il timore di perdermi per strada pezzi di vita (mia e dei miei cari) e sono Capricorno, ma di segni zodiacali non capisco nulla. 

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Mi piacerebbe conoscere cosa ti ha portato a voler celebrare l’unicità degli altri.

Dopo qualche tempo passato online a fare tutorial, mi sono accorta che quello che riuscivo a fare meglio era creare occasioni perché le persone potessero guardarsi fino in fondo, scoprirsi uniche. Questa cosa si è concretizzata lavorando alle mie collane Myselfie, ma loro mi hanno semplicemente indicato un metodo per farmi vicina agli altri. Sono stata da sempre educata a cercare in tutti quel cuore insaziabile che ci caratterizza e che ci rende così simili eppure così unici. Ecco, desidero che ciascuno riscopra quel puntino rosso (come L‘Icaro di Matisse) che ci rende irriducibili.

Tu sei un’aliena. Non importa se alla domanda n1 hai risposto che che vieni dalla terra. So che non è così. E poi hai i capelli azzurri. Chi vuoi prendere in giro? Dicevo, sei un aliena. Un marito, tre figli, poco più di trent’anni e una piccola impresa di successo e creatività curata nel dettaglio e sempre in crescita. Voglio la formula magica.

Con le magie faccio schifo (quelle le fa mia sorella con i capelli) e la mia casa lo dimostra (come anche i vestiti stropicciati con cui mando i miei figli a scuola), ma al di là di tutta la tenacia, la passione, l’intuito ecc… l’ingrediente fondamentale è avere a fianco una persona che, senza dichiararlo mai apertamente, non smette mai di fare il tifo per te e si adopera al meglio per esserti di aiuto. Io e mio marito siamo tutto tranne che la coppia perfetta (io sono fredda, razionale, solitaria e nervosa, lui compagnone, rumoroso, impulsivo e inopportuno), eppure io non sarei quella che sono se lui non si fosse messo lì in fondo a fare il lavoro sporco, a sopportare i miei “mi è venuta un’idea”, a insistere sui calcoli e i conti, a sfottermi con affetto per il mio lavoro fatto di “minchiate”. Non è questione di romanticismo, è che l’essere messi insieme sulla strada è quello che ci aiuta ad affrontare tutto, è l’abbraccio da cui tornare sempre, qualunque cosa sia successa, qualunque danno io abbia fatto.

Crei dei piccoli gioielli speciali. Unici. Qualcosa che quando lo si indossa ci fa sentire subito un po più noi stesse. Tu hai un amuleto, un portafortuna, un oggetto che ti suscita la stessa cosa? Che ti fa sentire protetta?

No, non ho amuleti (a parte il tuo <3), non ho neanche una Myselfie che mi rappresenta, ma forse quella sensazione di cui parli me la danno i maglioni di 3 taglie in più della mia, quelli che mi danno la possibilità di accucciarmi e passare inosservata.

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La rete. Il web. Questa grande casa virtuale di cui molti hanno paura, altri abusano, altri strumentalizzano e altri ancora ( grazie grazie grazie) usano con consapevolezza e passione. Raccontami del rapporto che hai con questo mezzo e della Colibrì Accademy.

Per me la rete è un’occasione in più per raggiungere persone, non perché io abbia una qualche missione, ma mi sembra meraviglioso potermi fare vicina agli altri attraverso le cose che racconto online. Sono perfettamente cosciente dei suoi limiti e dei pericoli che porta con sè (io stessa ci ho messo un po’ per venire a patti con lei e con il rischio di venire risucchiata), ma sono dell’idea che il problema sia come decidiamo di vivere la vita e cosa cerchiamo. In fondo uno lì sopra può raccontare quel che vuole, il punto è cosa racconta a sé stesso quando ha davanti 3 figli urlanti che si sono appena presi a sberle, deve preparare la cena e ha un marito che torna dal lavoro alle 10 di sera ancora pieno di vita. La rete è solo un mezzo, fantastico, ma come tutti i mezzi è un veicolo, non una destinazione. Io in rete ho conosciuto persone meravigliose, ma tu ed io sappiamo bene che mangiarsi un panino insieme ha tutto un altro sapore.

La Colibrì Academy nasce da questa esperienza maturata online. E’ un corso di formazione che condivido con altre due artigiane (Anna Pozzan e Francesca Baldassarri) ed è indirizzato a piccole appassionate di handmade che desiderano dare un impulso professionale alla propria operosità. E’ un progetto bellissimo che sta rendendo consapevoli della propria unicità e abilità moltissime persone. Anche questa è un’occasione offerta dalla rete (le lezioni sono online via mail) ma ad ognuna è chiesto poi un passo concreto e personale.

La fotografia. La usi molto e molto bene per comunicare il tuo brand. Tre consigli utili, pratici e veloci per fotografe in erba. Grazie.

Grazie , lo sai che io mi reputo sempre “perfettibile”, quello che posso consigliare è guardare tanto e lasciarsi colpire da quello che vediamo, senza fermarci lì, ma chiedendoci cosa ci piace in quella foto (la luce? gli elementi? la composizione?), o in quel testo che accompagna l’immagine. A quel punto dobbiamo guardarci dentro e fare nostro quel metodo perché il racconto diventi profondamente personale. Poi consiglio degli strumenti “decenti” (un buon cellulare è sufficiente) e delle fantastiche app che ci risolvono un sacco di menate (la mia preferita è Snapseed).

www.faccioedisfo.it

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