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born in MaMaStudiOs

11 aprile 2016

Laura Masi, la donna che parlava ai gattyni

#combogram

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Quarto appuntamento con #combogram, la rubrica dedicata agli instagramers del mio cuore. Questa volte ad aprirci le porte di casa instagram è Laura Masi. Non vi dico altro, ha raccontato tutto lei. <3

Mi racconti chi sei?

Ciao sono Laura e mi piacciono i gattyni” è la mia frase di presentazione. Cosa dire di più? Sono una ragazza curiosa con la testa tra le nuvole con troppi interessi, hobby e passioni. Adoro viaggiare, ho trovato nel viaggio una sorta di cura alla mia inquietudine: viaggiare mi rilassa, mi permette di rompere gli schemi. Inoltre, conoscere nuove città, nuove persone mi ha resa una ragazza migliore, molto più open-minded, con maggior propensione all’ascolto, al dialogo e al confronto. Ho dovuto imparare a muovermi da sola, beh, diciamo con google maps, che per una persona come me senza senso dell’orientamento non è così ovvio.

Cosa vuoi fare da grande?

Ancora non lo so, credo che devo ancora trovare la mia strada, anche se sinceramente non penso che diventerò mai “grande”: non è una cosa che fa per me, diventare grandi è noioso. Negli ultimi anni la mia percezione della vita da grande è cambiata: da “cosa voler fare o essere” si è felicemente trasformata in “con chi vorrai passare la tua vita”.

Però so che voglio viaggiare tanto, ci sono tanti posti che vorrei vedere. Ci sono tanti libri che ancora non ho letto e poi da grande voglio avere un gatto rosso.

Tu e i gattyni. Un rapporto d’amore assoluto. Parlamene.

La mia prima parola è stata “gatto”, già questo dice tutto. Fin da piccola ho sempre avuto molti gatti: in famiglia abbiamo un’azienda di floricultura e ho passato tanti pomeriggi a giocare tra i fiori con i gatti che vivevano nell’azienda. Loro, in cambio di pappe deliziose e trattamenti di lusso, acconsentivano a passare le giornate insieme a me, anche se le mie dimostrazioni di affetto nei loro confronti erano a tratti un po’ eccessive. Sembrerà assurdo ma per 4 anni non ho avuto gatti: quando morì la gatta di mia sorella la mia famiglia era letteralmente scossa e mia madre non voleva più avere animali, ma dopo anni in cui ogni giorno le chiedevo “mamma posso prendere un gatto?” ha ceduto e adesso ne abbiamo 2 in casa.

Il mio è vero e proprio amore verso di loro: le persone ridono (forse si imbarazzano) perché se cammino e vedo un gattino io devo andare da lui, fargli una carezza, vederlo da vicino, fargli una foto e pubblicarla sulla mia pagina Facebook. 

Quando torno a casa saluto prima i miei gatti e poi la mia famiglia, se non dormono con me dormo male, se sono stata via di casa anche solo per pochi giorni ho la necessità di accarezzarli e ogni volta mi stupisco di come siano morbidi e belli. Li preferisco in molti casi alle persone, anche se fanno un sacco di disastri. Se sono triste o nervosa cercano di consolarmi a modo loro, poi mi fanno tanta compagnia, mentre studio, leggo, sono al computer, persino quando vado a fare la doccia. 

I gatti sono proprio belli.

Che rapporto hai con instragram e con la community degli instagramers?

Ho sempre desiderato tenere un diario, un blog, ma io non so proprio usare la scrittura come mezzo di condivisione con gli altri, non riesco a condividere le mie emozioni come vorrei, Inoltre, sono troppo incostante per avere un diario. 

La fotografia è da sempre una delle mie più grandi passioni, ancora oggi mi piace scattare foto su pellicola e magari appenderle in camera. Instagram è risultato essere il connubio perfetto tra un diario e le fotografie, un vero e proprio diario fotografico. Ho scoperto nella mobile potography un mezzo potente per condividere le mie avventure con gli altri: negli ultimi anni sto avendo piccole grandi soddisfazioni ed è un piacere raggiungere molte persone e non solo aiutarle, anche se solo per pochi secondi, a viaggiare comodamente seduti sul divano, ma spingerle ad alzarsi e visitare quei luoghi che io fotografo, mettere in loro un pochino di curiosità.

Il vero salto di qualità è stato passare off-line: conoscere le persone che ammiro e seguo da anni su questo social, incontrare persone che vengono da tante parti del mondo e mi scrivono perché desiderano prendere un caffè con me per condividere la nostra passione, e per me è un vero e proprio piacere accompagnarli attraverso i vicoli della mia città. 

Ho veramente creato una rete di amicizie molto forti in tutta Italia, è bello sapere che ovunque andrò in Italia ci sarà almeno una persona che avrà voglia di passare e condividere il tempo con me. Mi fa ridere quando lo spiego a persone che non fanno parte del mondo social di Instagram (vedi, ad esempio, il mio ragazzo o i miei genitori), perché non capiscono come sia possibile che persone che non si sono mai viste prima di quel momento possano passare una intera giornata insieme: “di cosa parlate, e cosa fate, ma non vi stancate, e vi state sempre simpatici” sono le domande che mi fanno più spesso.

La mia risposta è “mi diverto”, conosco persone, luoghi, ho ricordi bellissimi di passeggiate passate in compagnia di quei miei amici “sempre con il telefono in mano” in tanti luoghi di Italia: passeggiate sul LungoTevere, caffè a Firenze, spritz a Trieste, bicchieri di vino in Puglia, serate al karaoke a Milano, tutti momenti che ricordo con un sorriso. Mi mancano tanto i miei ig-amici che non posso vedere così spesso, ma fortunatamente sono dei malati di social che condividono le loro vite su internet e mi sembra di potergli stare un pochino più vicina, non smettere di conoscerli mai. 

Ma è così anche all’estero: quando sono stata a Francoforte ho contattato e conosciuto ragazze che vivono lì e adesso non vedo l’ora di tornarci per passare un altro pomeriggio in loro compagnia.

Cibo e viaggi. Cibi e luoghi del cuore.

Cibo, viaggi … e vino! Io sono una che mangia (tanto) e mi piace tanto assaggiare nuovi sapori, mangiare i piatti tipici dei luoghi che visito, ovviamente accompagnando tutto con del buon vino. L’aspetto food and drink è indispensabile per vivere al massimo l’esperienza del viaggio, per conoscere tutti gli aspetti dei luoghi che si visitano: non puoi dire di essere stato a Firenze se non hai mai mangiato una panino al lampredotto accompagnato da un bicchiere di vino. E’ come andare a Roma e non mangiare la matriciana oppure non passare una serata a Triste tra un bar e l’altro sempre con un campari spritz in mano! 

Un posto che unisce il cuore con lo stomaco è sicuramente Napoli: mi sono innamorata della città fin dalla prima volta che ci sono stata e ogni volta che ci torno la scopro sempre di più e non mi delude mai. Anzi, se sto troppo tempo senza andarci ne sento la mancanza ed ogni volta che ci torno devo mangiare la pizza, che te lo dico a fà.

Porto nel cuore il ricordo di una bellissima cena in Puglia in compagnia del mio ragazzo, in un ristorante piccolo e molto semplice proprio a due passi dal mare, la perfetta cena romantica: il rumore del mare, l’aria fresca della sera, un bicchiere di vino bianco leggermente frizzante e piatti a base di pesce così buono che ricordo ancora il sapore. Ecco, la Puglia! Sì, è il secondo luogo del cuore: con i suoi paesaggi bellissimi è riuscita persino a farmi piacere il mare, a me, che sono notoriamente una persona da montagna. Però mangiarsi la puccia con le olive sotto l’ombra di un albero a pochi passi dal mare è una esperienza che ti mette in pace con il mondo.

Recentemente sto scoprendo i piaceri della cucina tedesca: schnitzel, birra, mostarda, salsicce di mezzo metro, apfelwine. Francoforte mi piace perché è completamente diversa da quello che vedo tutti i giorni a casa mia: una città moderna fatta di pranzi abbondanti e palazzi di vetro altissimi.

Amuleti, riti e superstizioni. Si? Quali?

Mh, in realtà non sono per niente una persona superstiziosa quindi non ho amuleti, riti o superstizioni. Se un gatto nero mi attraversa la strada io lo rincorro per vedere cosa fa, passo sotto le scale quando piove per ripararmi, mi dispiace di più se cade il vino sulla tavola piuttosto che il sale. Al massimo assumo la posizione di superman per alcuni minuti prima di una prova importante: ho visto questa cosa in Grey’s anatomy e ho scoperto che in America hanno realmente fatto una ricerca scoprendo che, se si assume tale posizione, pare  ci si senta invincibile. Ovviamente io preferisco Batman. 

Una frase, un aforisma in cui ti identifichi in questo momento della tua vita.

Essendo una persona con la testa tra le nuvole, non posso dire che non ho frasi nelle quali io mi senta identificata, è solo che me ne scordo. Son sempre presa da mille cose, tutto mi incuriosisce e difficilmente mi capita di segnarmele e quindi poi ricordarmele. Devo anche ammettere che sono spesso spezzoni di film, canzoni, libri che mi colpiscono per massimo una settimana, poi dimenticati. Ci sono periodi dove mi sforzo di collegare frasi che ho trovato girellando senza senso su internet con delle foto su instagram, ma la realtà è che spesso ne cerco di nuove e poi penso “mannagia avrei potuto scrivere …”

Il tuo libro sul comodino.

Leggere mi piace tantissimo, sono una lettrice accanita fin da quando ero bambina. Ricordo ancora i pomeriggi d’estate passati a leggere i “piccoli brividi”. Adesso sto finendo il quarto libro della serie chiamata “l’amica geniale” di Elena Ferrante scoperta grazie ad una amica che ne parlava su twitter, e in un mese e mezzo ho letto tutti i libri. Bellissimi, anche perché ambientati in città che conosco bene come Napoli, Pisa, Firenze, quindi riesco ad immaginare la storia nei luoghi che ho veramente visto, tra le strade dove ho camminato. 

Subito dopo mi aspetta il quinto libro di Harry Potter: sì, perché ho iniziato a leggerlo alla fine dell’anno scorso dopo tantissimi anni dalla pubblicazione, anni dove non ho inciampato in nessuno spoiler e mi sta piacendo tantissimo.

Meno male che non mi hai chiesto del mio libro preferito, perché la realtà è che non ce l’ho! Mi piace tantissimo leggere: lo trovo rilassante, mi immergo nella lettura, è un modo piacevole per passare il tempo; se vi capita di vedere una ragazza dai capelli lunghi con l’ipod nelle orecchie e un ebook (sono schiava della tecnologia) su un treno, un bus o un aereo, molto probabilmente quella sono io! 

Però non leggo solo libri, ma anche manga e fumetti, adesso sto leggendo Providence di Alan Moore.

La musica. Quale gruppo, band o cantautore non possiamo permetterci di non conoscere?

Come avrete capito la musica è una altra delle mie passioni: passo veramente molto tempo durante le mie giornate ad ascoltare musica, mentre studio, quando mi muovo, mentre modifico delle foto. Trovo la musica vitale, non riesco a stare senza. Devo ammettere che è una delle passioni che mi sono state trasmesse dalla famiglia: mia madre è una appassionata di opera lirica, e questo mi ha permesso di avvicinarmi a quel mondo. Non nascondo che prima di andare a vedere la mia prima opera, la Boheme di Puccini, pensavo che fosse una cosa da vecchi noiosi, che ci si dovesse portare il cuscino da casa per dormire più comodi, e invece sono più di 10 anni che accompagno mia madre a teatro e ho sviluppato dei gusti tutti miei: adesso adoro la Tosca e le opere di Wagner. Mio padre invece è un grande appassionato di musica classica: Beethoven è il suo compositore preferito, e da giovane collezionava vinili di importanti cantautori italiani, primo fra tutti Fabrizio De Andrè. Quindi, quando mio padre si lamenta che spendo troppi soldi nei vinili gli ricordo della sua collezione.

Io ascolto veramente tantissima musica, e cerco di tenermi sempre informata su gli ultimi artisti e album grazie a tanti siti o pagine di musica sempre aggiornate, ma per la maggior parte si tratta di quei gruppi/cantati di cui, quando dico il nome, la maggior parte delle persone risponde “e chi sono?”. Però non potete dire di non conoscere i Radiohead e The National: non passa giorno, non c’è viaggio, non c’è sera che non li ascolto e se sono in concerto in Italia faccio di tutto per andarli a vedere. 

E’ difficile vivere con quei lunghi capelli?

Io e i miei capelli viviamo un rapporto di odio e amore: sono ingestibili e totalmente ribelli, proprio come me. Per anni li ho tenuti lunghi come adesso, poi subito dopo la maturità li tagliai cortissimi (la cosa ironica è che nessun membro della mia famiglia si ricorda di questa cosa, ma io ho foto che lo testimoniano) e dopo 2-3 anni di capelli più o meno corti sono tornata a portali ad una lunghezza canonica. Adesso sono 2 anni che li porto incredibilmente lunghi e mi piacciono così, anche se in estate non aiutano contro il caldo, anche se a lavarli ci metto tantissimo tempo, anche se mi costano tantissimo in prodotti per la salute e il benessere del capello comprati ovunque, anche se si incastrano tra i vestiti e ogni volta con lo zaino e la borsa si tirano e a fare la treccia ci metto tantissimo. Ammetto di essere quasi ossessiva con la loro cura: creme, balsami, tagli millimetrici misurati ogni 4 mesi dal parrucchiere, nessun colore, non uso la piastra, li asciugo con l’asciugacapelli proprio in casi eccezionali anche perché il sole, soprattutto in estate e con l’acqua di mare, li rende rossicci. Forse forse danno più fastidio al mio ragazzo che deve dormirci insieme, e infatti ogni tanto mi dice di provare a tagliarli, ma io gli rispondo che è pazzo e vado a spazzolarmi i capelli. 

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www.instagram.com/ruberry

 

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