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born in MaMaStudiOs

21 ottobre 2016

Bambole e santini laici. Nuove collaborazioni in vista.

2016-10-21 17.21.25Il bello della rete è la possibilità che ci è data di scoprire e esplorare mondi che per geografia sarebbero difficili da visualizzare.

Ecco quindi che segui su instagram un’illustratrice spagnola bravissima con cui condividi molte passioni, chatti con un imprenditrice dell’abbigliamento di qualità che abita a Roma e ti ritrovi a farti i complimenti con una crafter abruzzese. Questi sono solo alcuni esempi della meraviglia che la rete può regalarci, delle connessioni che può creare e delle esperienze professionali che può suggellare.

Tra me e Antonella Pal, dolls maker di grande talento ed estrosità è successo esattamente questo: la rete ci ha unite in un piccolo e prezioso progetto dall’alto tasso creativo ed esoterico.

Una comunione di intenti che vi sveleremo solo tra qualche settimana ma che intanto abbiamo deciso di rendere pubblica per permettere a chi ci segue di conoscerci meglio attraverso due interviste fatte l’una a l’altra. Qui sotto trovate quella fatta da me ad Antonella mentre QUI trovate le domande che Antonella ha fatto a me.

Buona lettura e teneteci d’occhio che quello che stiamo preparando vi piacerà molto!

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Come è iniziato il tuo percorso nel mondo dell’handmade?

Il mio percorso nel mondo dell’handmade è iniziato in modo involontario. Interessata alle attività manuali praticamente da sempre per me creare era la norma. Ad un certo punto del mio percorso formativo ho deciso che volevo seguire questo mio interesse e ho frequentato l’Accademia di Belle Arti proiettata verso un discorso artistico piuttosto che artigianale. Dopo essermi affacciata a quel mondo però ho capito che non faceva per me, troppo snobismo e borie per i miei gusti. La mia formazione artistica è proseguita e dopo aver completato il percorso in Decorazione all’Accademia mi sono iscritta ad un Corso di Moda e Costume che ha suggellato il mio amore con l’ago e filo, da allora sconosciuto. Il mio passato era infatti da pittrice. Da allora ho iniziato a sperimentare svariate tecniche, commistionando anche la pittura con il cucito ed entrando nel mondo handmade senza neanche saperlo. Mi è bastato poco per capire che mi calza a pennello.

Che rapporto hai con l’illustrazione?

L’illustrazione è un altro mio amore grande e per un periodo ho pensato anche di voler fare l’illustratrice. Poi però ho capito che occorre inevitabilmente fare una scelta e l’illustrazione è rimasto un amore, ma da seguire da lontano. Quando vedo un libro ben illustrato gli occhi mi diventano subito a cuore.

A cosa ti ispiri per creare le tue pulzelle?

La natura è grande fonte di ispirazione per me. Vivo in una casa in campagna circondata da montagne e mi basta fare una passeggiata, raccogliere qualche fiore, un rametto, una foglia a forma di cuore e l’ispirazione arriva. Ultimamente mi gira nella testa un’idea di inserire degli elementi naturali nelle mie bambole, ma sto ancora studiando come!

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Cuori sacri, teschi messicani, atmosfere gotiche. Da dove arriva questo amore un po’ noir?

A differenza di quello che si può pensare io sono stata un’adolescente multicolor, dentro e fuori. Per me la vita era a colori e il grigio non era contemplato (ora lo adoro).

Però il mio gusto per il noir è sempre rimasto un po’ nascosto e in pochi sanno del mio interesse per il gotico. E’ anche per questo che le mie Pulzelle hanno tardato a nascere, dentro di me ci sono due mondi contrastanti che credo ora abbiano trovato il giusto compromesso per convivere. L’amore per il dark da molti sconosciuto mi arriva inevitabilmente dalla mia terra. Non molti sanno che l’Abruzzo ha un lato gotico preponderante, tant’è che esiste un blog dal titolo Gotico Abruzzese che si interessa di portare in luce proprio questo aspetto più nascosto ma decisamente interessante della nostra terra.

Noi siamo cresciuti a fiabe orride raccontate dalle nonne, riti scaramantici e tradizioni da seguire.

Hai dei personaggi creati da te a cui sei più legata?

Sicuramente si, alcuni più di altri, ma è semplice questione di simpatia come per le persone.

Come scegli i nomi da dare alle pulzelle?

Non scelgo io i nomi. Al momento dell’adozione chiedo a chi l’ha acquistata che nome vuole dare alla sua Pulzella. Credo sia giusto così.

I tessuti, gli accessori: quanto è importante la ricerca dei materiali nel Tuo lavoro?

E’ fondamentale. La mia poetica è incentrata sul concetto del riuso del materiale, pertanto la fase della ricerca è già fase creativa. I tessuti, ma anche gli accessori e tutto ciò che applico, devono essere accuratamente selezionati e non è come lavorare con materiali nuovi perché devi fare i conti con quello che hai a disposizione. Non posso certo alzarmi la mattina e dire: “oggi creo una bambola con un vestito a pois” perché non è detto che abbia quel tessuto a disposizione. Il mio processo è inverso rispetto alla norma, io guardo il materiale e poi progetto. Non potrei mai rinunciare a questo aspetto del mio lavoro, perché per me produrre utilizzando nuove materie prime è uno sfregio visto il quantitativo di tessuti che genera il consumismo. Per quanto mi riguarda faccio quello che posso per non incrementarlo, quindi le mie Pulzelle sono 100% ecologiche.

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Tu e i social network. Raccontami.

Il rapporto con i social network è fatto di amore e odio. Nonostante la consapevolezza che bisognerebbe essere sempre costantemente presenti sui social (per chi fa questo lavoro) ci sono momenti in cui vorrei gettare dalla finestra il computer e dare fuoco al cellulare, ma diciamo che mi limito a spegnere i dispositivi per qualche ora (o qualche giorno) per poi tornare a postare. Comunque non faccio parte della categoria dei selfie a gogò o foto del piatto prima di mangiare o il nuovo taglio di capelli.

Quanto è importante fare rete nel mondo dell’handmade e più in generale nel mondo creativo?

Fare rete è fondamentale. Stringere collaborazioni nel mondo handmade è molto importante perché si creano sinergie che collimano in prodotti eccellenti.

Cosa vorresti fare da grande?

Vorrei cucire bambole tutta la vita, nella mia casetta in campagna, e farle adottare al mondo intero così che abbiano sempre un compagno fidato. Se mi avanza del tempo vorrei imparare a fare la restauratrice di bambole e aprire un ospedale dedicato a loro.

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Sempre attenti. Aperti anche quando sono chiusi. Sognanti. Curiosi. Malinconici. Hanno l'orizzonte del mare dentro. Grandi. Spaziosi. Celano sguardi e rivelano occhiate. Non mentono mai. Non per propria volontà ma per natura. I miei sono spudorati.

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