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born in MaMaStudiOs

6 Aprile 2020

Matteo Mannucci: quando il digital incontra l’empatia

Matteo Mannucci è un web designer atipico, mente e cuore di MaMaStudiOs, la sua agenzia di comunicazione, lui progetta interfacce digitali che durano nel tempo e che mettono l’uomo al centro.
Ho conosciuto Matteo diversi anni fa e da quel momento per me professionalmente é sempre stato un punto di riferimento. È un “progettista digitale olistico” che coniuga meravigliosamente la sua vita con il lavoro. Senza togliere tempo e qualità all’uno o all’altro.
Ho pensato fosse un ottimo modo di iniziare questi appuntamenti che raccontano di vite di professionisti che lavorano in modo sostenibile, dove per sostenibilità si intende un approccio che stia in equilibrio tra qualità del lavoro, qualità della vita e profitto.
Spero che questa intervista vi interessi e vi fornisca una visione diversa del mondo digitale e informatico.

Ciao Matteo, come è iniziato il tuo percorso nel mondo del web e del digital?

Nasce nel 2004, ero all’università, frequentavo Informatica Umanistica, dovevo preparare l’esame di “Progettazione siti web, allora non c’erano software che generavano codice HTML il codice lo dovevi scrivere a mano, così scrissi il mio primo link collegai due pagine HTML e si aprì un mondo, si aprì il web; la rete. 

Da allora continuo a scrivere codice HTML, da allora progetto interfacce digitali, da allora rappresento al meglio che posso le idee che arrivano, dal cuore delle persone, dal mio, dalla passione che ci anima.

Quanto conta l’ empatia nel tuo lavoro?

Il nostro essere connessi, il nostro essere in rete, il web, altro non è che una rappresentazione di quello che eravamo già milioni di anni fa, esseri connessi con il tutto, l’empatia quindi fa parte di noi, fa parte del condividere uno stato, nel sentire che questo stato non è tuo, ma di un’altro/a e di accoglierlo meglio che puoi, diventando uno stato condiviso: nostro. 

C’è stato un evento scatenante nella tua vita che ne ha cambiato il corso e l’evoluzione. Vuoi raccontarcelo?

Si l’ho raccontato nel libro “Stare al tempo presente” uscito sul finire del 2018 anno che ha visto nascere anche Rita la mia seconda bimba. Il libro racconta di quanto mi accade nel 2016.

Senza accorgermi anche io ero diventato come la macchina (computer) che ho difronte ogni giorno. Arrivava un richiesta, la eseguivo, stop, e via con altre richieste in loop, i giorni erano sempre identici; mono-toni, il pensiero, il tempo per poter pensare idee nuove, non esisteva più; mi ero completamente adattato al sistema produttivo. 
Arrivò il buio, il buio psichico, quello che non si illumina con la luce al neon.
Allora alzai gli occhi e vidi le stelle: le stelle la psiche le vede, le vede e le sente. Poi comincia uno percorso con uno psicanalista che Anna (la mia compagna che ringrazio ancora) mi consigliò.

Da allora, 8 marzo 2016, cominciai un cammino psicoanalitico che ha aperto la strada non all’andare, ma al “ritornare”. 

A scoprire cosa avevo dimenticato di me, il lato che amo di più: il lato creativo, irrazionale. 

Questa è stata la mia esperienza da essere umano, esperienza di sintonia di opposti, la polarità, l’essere totalmente da una parte, rimanere nella propria nicchia, confort zone, barricata, casa sprangata, porta sempre alla patologia.

Raccontaci del tuo libro: “Stare al tempo presente, storia di un viaggio sulla strada del ritorno”

Titolo e sottotitolo sono già un’immagine chiara del vissuto e del contenuto di un’esperienza di vita che, nel momento esatto in cui ho capito non riguardava più solo me, ho deciso di mettere per scritta in un libro. 

Il libro è stato una sorpresa, non l’avevo programmato, progettato, è arrivato com’è arrivata la poesia. Doveva arrivare. 

E’ un libro di poesie brevi in stile haiku, poesie di un tempo presente nel quale tutti stiamo, ma del quale non ci rendiamo quasi mai conto, un tempo ricco, denso di possibilità, non frammentato. 

“Stare al tempo presente” è il ritorno ad una dimensione cosmica della vita, da cosmesi: armonia, bellezza. 

Il libro è costituito da 84 poesie divise in 4 stagioni; un anno di  e in cammino.

Mi hanno detto essere poesie motivanti ed ispiratrici.

Stai vivendo una vita che ti somiglia?

Bellissima domanda, grazie, rispondo con una poesia contenuta nel libro:

L’onda torna

a prendersi la goccia

fin sulla strada

Quella goccia, staccata, distaccata, ero io, siamo noi. Ma l’onda, il flusso, lo stare in relazione con…l’onda appunto, il legame profondo con il senso della vita viene a prenderti sempre, prima o poi viene.I
Il consiglio è di essere come acqua di lasciarsi andare, di adattarsi, per ricongiungersi a quell’onda. Di non trasformarsi in una cozza, altrimenti l’onda e quando torna può far male perchè l’onda torna torna sempre.
L
’onda è il desiderio.
Desidera di desiderare e sarai come acqua; concediti di essere acqua.

Acqua non è H2O.
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Per contattare Matteo e conoscere di più la sua realtà andate su www.mamastudios.com
Oppure potete farvi un giro sul suo BLOG o sul suo profilo INSTAGRAM
Mentre per acquistare il suo libro di poesia CLICCA QUI

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