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born in MaMaStudiOs

16 Aprile 2020

I “Golden Boy” di Chiara Ripoli, quando la ceramica diventa pop art

Una cara amica, una donna che conosco ormai da 8 anni e di cui ho seguito il percorso umano e creativo. Un esempio per come riesce a connettere l’arte con la sua vita privata privata.
Chiara Ripoli é la fiera creatrice del progetto “Golden Boy” e oggi ci racconterà come é riuscita a trovare la sua vocazione associandola ai suoi desideri di vita sostenibile con ritmi lenti come quelli della lavorazione dell’argilla.

Ciao Chiara, raccontaci chi sei e cosa fai.

Chi sono? Domanda difficile alla quale rispondere…  potrei dirti quale parte di me emerge in questo momento, ma sarebbe una descrizione troppo parziale per una domanda complessa che richiederebbe molto tempo, quindi per aiutarmi nella risposta scomoderò Aristotele, secondo il quale: “Noi siamo ciò che facciamo ripetutamente, perciò l’eccellenza non è un atto ma un’abitudine” quindi quello che faccio ripetutamente è dare sfogo alla mia creatività attraverso l’argilla, creando delle piccole icone, più precisamente delle teste in ceramica, e lo faccio da Rosignano, un piccolo paese sul mare in provincia di Livorno.

Dalla grafica alla ceramica. Come è avvenuto questo passaggio?

Sono diplomata in grafica e ho lavorato circa 13 anni nella comunicazione, sia da dipendente che da freelance, ma c’era qualcosa che non mi soddisfaceva. Amo tuttora tantissimo la grafica, mi soffermo sempre a guardare loghi, insegne o appena scopro una nuova realtà sbircio sempre la sua brand identity. Adoravo creare ma non amavo tutta la parte amministrativa e di rapporto con i clienti e non ne potevo più di passare ore e ore da sola, seduta davanti ad uno schermo. Avevo bisogno di un qualcosa che mi facesse staccare, così su suggerimento di un amico, ho iniziato un corso di ceramica una volta alla settimana. Lo vedevo come un diversivo ma non avrei mai pensato che di lì a poco avrei totalmente mollato il mio lavoro per dedicarmi completamente a produrre ceramica.

Perché ami tanto la ceramica?

Mi sono follemente innamorata della duttilità dell’argilla e ho scoperto che mi rilassa tantissimo. Mi piace perchè va in controtendenza a quella che è la velocità della vita moderna, è un materiale al quale bisogna dedicare tempo e pazienza ed ha dei tempi lunghi di lavorazione che non puoi forzare. Quindi chi ordina delle opere in ceramica non può averle subito ma deve aspettare, e magari rimparare ad apprezzare il piacere di attendere qualcosa di desiderato.

Come è nata l’idea dei Golden Boy?

E’ nata quasi subito, dopo i primi esperimenti di piattini, tazzine, statuine etc, mi sono cimentata con una testa di bambolotto, da lì ho iniziato ad inventarmi dei personaggi e poi a pensare ai volti dei cartoni animati, dei fumetti, del mondo del cinema, della musica e dei personaggi del mondo reale, ho attinto da quello che costituisce il mio background sia di studi che di passioni. Mi sono immersa nello studio dei personaggi cosa che mi è sempre piaciuto fare.
Volevo però dare un senso al progetto e mi piaceva l’dea di dare un prodotto finito pronto da appendere, così ho pensato di utilizzare delle cornici. A quel punto mi serviva un fondo sul quale fissare le teste con un colore che potesse stare bene con ogni soggetto a livello cromatico ed è così che ho usato l’oro, di conseguenza il nome Golden Boy, di cui al momento ho 3 misure, i Mini Golden, i Golden Boy, ed i Big Golden Boy.

Quali scelte hai dovuto fare per vivere come stai vivendo?

Le scelte sono state principalmente due, lasciare la città dove avevo studiato all’università e lavorato (Firenze) per tornare ai ritmi più calmi della provincia del mio paese di origine e lasciare un lavoro a partita iva che non mi soddisfaceva più.

Insieme al mio compagno abbiamo iniziato a sistemare la casa che era dei miei nonni, mi sono fatta un piccolo orto e passo molte ore nel laboratorio che mi sono ricavata e che sto ancora finendo di sistemare.

Adesso lo dico così, in maniera molto semplice e lucida ma sono decisioni che ho preso dopo aver pensato molto, ponendomi sempre molti dubbi e anche con un po’ di paura.

Creatività e tecnologia. Pregi e difetti. Raccontaci come la pensi.

La tecnologia dal mio punto di vista è indispensabile per la comunicazione ma non lo è per la creatività in sé per sé. Mi riferisco soprattutto ai social, possono permetterti di raggiungere dei possibili clienti in tutto il mondo e questa è una cosa meravigliosa, ma dal punto di vista creativo hanno creato una moltitudine di cloni incredibile. Basta aprire Pinterest o Instagram per vedere la copia, della copia, della copia e a volte fai pure fatica a capire chi è la mente creativa che ha creato l’originale. Diciamo che molti seguono dei trend, vedono una cosa carina che può funzionare e la rifanno pari pari, ma questo non vuol dire essere creativi. Quindi secondo me uccidono un pò l’originalità.

Appena ho avuto l’idea dei Golden ho fatto ricerca in rete per vedere che non ci fossero cose simili, fortunatamente non le ho trovate, se le avessi trovate mi avrebbero un pò ucciso l’entusiasmo ma avrei saputo differenziarmi in qualche modo e rendere comunque il progetto unico.

Quanto conta il colore nella tua comunicazione e nella tua vita?

Tantissimo amo i colori brillanti e i colori pastello, mi perdo a guardare le palette colore, mi perdo nei pastello stile “Macarons” o a quelli forti delle ceramiche siciliane. Grazie alla moltitudine di personaggi che realizzo ho l’occasione di utilizzarli tutti!
…E pensare quanto amo e ho amato il nero!!!

Stai vivendo una vita che ti somiglia?

Direi di si, me la sto modellando sempre di più, manca ancora qualcosa all’appello ma penso che non si finisca realmente mai, perchè siamo sempre in mutamento.

Se vuoi conoscere il lavoro di Chiara Ripoli seguila su Instagram

 

 

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